[lunedì, 31 agosto 2009]

Che fine hanno fatto gli adolescenti degli anni 90?

Già.
Che fine abbiamo fatto?
Ieri si discuteva con Pu, di un nuovo progetto, stavamo per grandi linee definendo alcuni dei personaggi della storia e ad un certo punto mi fa " tu tendi a descrivere questo personaggio in maniera troppo [...]. Ma questo fa tanto adolescente anni 90, quelli di oggi sono molto diversi, sono molto più cinici, disillusi, ecc..."

Questa affermazione è stata illuminante, non per il significato in sè, quanto per la successiva riflessione. 

La verità è che gli adolescenti degli anni 90 sono passati in qualche modo inosservati, sono stati dimenticati.

Ci sono libri, film, canzoni e altre forme di arte che celebrano i ragazzi deli anni 60, 70, 80 e del 2000, ci sono persino film che li mettono a confronto.

Ma per quanto riguarda gli anni 90 (e vengono liquidati  a volte come gli anni  grunge, gli anni dei Nirvana, delle camicie  di flanella larghe, dei pantaloni larghi a vita bassa, ecc...) non c'è quasi nulla. Perchè? Cos'avevamo noi in meno?

Noi abbiamo riportato a galla jeans a zampa di elefante!

Forse è questo il punto, gli anni 90 a volte vengono considerati come gli anni in cui non è stato inventato nulla di nuovo, ma si è passati alla fase riciclo.

Ma tutto questo aveva... ha a che fare ben poco con noi.

Forse veniamo dimenticati perchè noi siamo stati la prima  generazione di adolescenti che ha davvero e  concretamente capito che non c'era più speranza e ne ha fatto un alibi per la vita.

Eppure io ricordo che noi avevamo ancora il coraggio di voler essere qualcuno, cercavamo disperatamente di  distinguerci dal mucchio. Volevamo essere liberi, volevamo dire qualcosa, volevamo...

Già... cosa volevamo?

E l'abbiamo ottenuto?

Che importanza ha? Tanto di noi non si ricorda nessuno...

[martedì, 18 agosto 2009]

Montreal

E' difficile.
E' davvero difficile spiegare quello che sto passando in questo momento e non lo sto scrivendo qui per manie di protagonismo o perchè spero che chiunque venga a leggere, in fondo questo spazio è mio e io non chiedo a nessuno di venirci.

Ho bisogno di sfogarmi e questo è quanto.

Scrivere è la mia vita. Quando sono davanti al pc e sto scrivendo un soggetto nuovo o una sceneggiatura o gli appunti per un nuovo racconto, io mi sento viva, viva davvero.

Quando, qualsiasi cosa sto facendo, mi viene in mente un'idea e allora corro a cercare un foglio sul quale appuntare tutto, provo qualcosa di molto simile a quella che tutti definiscono felicità.

Ma esistono storie e storie.

Esistono storie più travagliate, che sento più vicine a me, che amo e per le quali spendo tutta me stessa, perchè ci credo totalmente.

Riguardo le altre, certo, mi impegno e credo questo si veda, nonostante siano magari commissionate, nate da idee dei disegnatori magari o che appartengono a generi a me lontani, si tratta in quel caso di storie con le quali mi metto alla prova, che comunque sono importanti, mi aiutano a migliorare, mi fanno capire che ho ancora molta strada da fare e sono certa di dare la giusta attenzione.

Ma Montreal è un'altra cosa, sia perchè è stato un parto arrivare a questa prima pubblicazione (non voglio ripensare a chi ci ha messo i bastoni tra le ruote, a chi ha tentato in tutti i modi di ostacolarci... anzi ora che ci penso li ringrazio, perchè così facendo mi hanno fatto capire ancora una volta quanto tenevo a questo progetto) sia perchè abbiamo trascorso ore, giorni, settimane, mesi attorno ai personaggi, per renderli il più verosimili possibile, attorno alla trama per non renderla scontata e prevedibile, abbiamo consultato esperti, abbiamo riscritto non so quante volte interi capitoli ed adesso finalmente vedo tra le mie mani le prime otto tavole pubblicate, il primo assaggio di un episodio che precede la serie vera e propria.

Finalmente esiste non più solo come un'idea o un progetto interessante, adesso è tangibile, posso toccare le pagine del fumetto, e non solo vedere l'anteprima delle tavole sul pc, posso sentire la consistenza della carta! Posso...

E' come una magia, come un desiderio che si realizza...

E' un primo passo, importantissimo.

Ancora la strada è lunga, ma intanto il primo gradino l'abbiamo superato, l'importante è non guardare sotto e non inciampare.

 

Malene alle 11:10 in: work in progress, il favoloso mondo di pì, pù
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[lunedì, 15 giugno 2009]

Mah...

                                   

                          Mah

[domenica, 18 gennaio 2009]

Romanzo in sei parole

Spiegare come si è arrivati a questo "gioco" è troppo lungo e probabilmente noioso.
Ciò che conta è il risultato.

 

Ti amo anche se sei morto

 

Non ho mai detto che il risultato era eccellente.

[lunedì, 20 ottobre 2008]

Lucca si avvicina e...

E sono nervosa, non per la manifestazione in sè, nè per il lavoro realizzato, nè per le revisioni che devo fare in vista della partenza, nè per i nuovi progetti che presenterò, nè per quelli che devo ancora terminare e che presenterò più avanti .
Il lavoro è l'unica nota positiva.

La verità è che sono arrabbiata, veramente arrabbiata.

Ho proprio la nausea

E Pù aveva ragione, lui ha sempre ragione in queste cose purtroppo.

La cosa che mi fa più incazzare tra tutte è che io me ne sto per i fatti miei, e più me ne sto per i fatti miei e  più vengono a rompermi  a casa?  ( traduzione di un modo di dire siciliano)

Non sopporto i bugiardi che si travestono da anime pie e buone.

Io sono una persona schietta e pretendo altrettanta schiettezza.

Pretesa che sfuma nel 95% dei casi.

Ho sempre saputo che questo è un ambiente un pò brutto, ma così è davvero insopportabile.

Io non mi reputo una buona persona, ho mille difetti, insicurezze, figuriamoci.

Non sono nè sarò mai una santa.

Ma non sono abietta e che Dio mi aiuti, non lo sarò mai.

Io  voglio solo dimostrare a me stessa di saper fare e non sono che all'inizio dell'inizio, la strada è lunga e tutta in salita

Ma non mi spaventa, io non mollo.

E se tutto questo da così fastidio a certi "colleghi" cazzi loro

Io non sto togliendo niente a nessuno. Io so quali sacrifici ho fatto e continuo a fare per inseguire questo sogno e tentare di realizzarlo.

Dove Diavolo erano i cosiddetti "amici" quando non sapevo dove sbattere la testa, quando arrivavano solo no o non arrivavano risposte?

Dove Diavolo erano quando c'era da rimboccarsi le maniche e riprovare, riprovare

Dove Diavolo erano? Tutti girati dall'altra parte...

E ora che arriva qualche "sì" per me, eccoli che si girano verso di me e che tornano tutti "casualmente"...

Ma un piccolo esame di coscienza no?

Mi chiedo dove trovino il cosiddetto coraggio per guardarsi allo specchio

Mi chiedo se sappiano cos'è la dignità

Io non sono nessuno, ma ho la piena certezza che quel poco che ho me lo sono guadagnata onestamente.

Onestà, altra parola che ignorano. Totalmente.

Spero davvero che tutti trovino così tanto da lavorare che non abbiano mai più il tempo per "pensare a me" lo spero di cuore

Ma temo che anche in quel caso, non la smetterebbero comunque

E allora non rimane altra soluzione che augurargli un viaggio di sola andata per il bel Paese dell'Affanculo.

Odio stare incazzata, odio stare di malumore, perchè poi fumo di più.

E quest'anno dovevo pure smettere eh...

vabbeh, volendo sono ancora in tempo...

 

[venerdì, 19 settembre 2008]

Il potere dei portinai

Oggi mi arriva a casa la ricevuta di ritorno di una raccomandata.
Fin qui, uno si può anche chiedere, cosa cacchio potrà mai ispirarti una ricevuta di ritorno? Beh in realtà niente( non è vero, sto mentendo, ma se ammettessi che persino una ricevuta di ritorno mi ispira una idea, probabilmente non passerei più per una... una... insomma una come me... ma per una che ha problemi... uhm uhm... credo che in fondo non faccia differenza...)

Dicevo... mi arriva questa ricevuta, che non è altro che la conferma che "quello che doveva arrivare, è arrivato". Dopo tagli, cambiamenti in corso d'opera, riletture varie ed eventuali, roba buttata via all'ultimo momento ed altra ancora giunta quando ormai il tempo massimo che mi ero data era ormai passato, ho spedito. E questa è solo la terza volta ( "solo" un cacchio, ma questo può capirlo credo soltanto chi c'è passato). Ad ogni modo, leggo che la busta non l'ha presa in consegna la persona a cui l'avevo indirizzata, ma il portiere dello stabile. Ed ho avuto un'illuminazione.

Chi fa o tenta di fare questo mestiere, pensa che il suo destino sia in mano, anzi nella testa di un editore... se il tuo lavoro gli piace, ti da una possibilità, altrimenti nisba ( in teoria, dovrebbe funzionare così...)

E invece no, il nostro destino è in mano ai portinai! Sono loro che ritirano la posta, sono loro che poi fanno in modo che chi di dovere se la ritrovi sulla scrivania, sono loro che inconsapevolmente hanno in mano il nostro destino! ( forse qui ho un pò esagerato, ma le escalations sono una tentazione alla quale cedo sempre, sono donna, fa parte del mio DNA)

Confidando questo mio malsano pensiero a Pu, mi sono resa conto che  ci sono tante, tantissime persone, gli intermediari, tra me e l'editore ( o chi per lui, insomma colui che proprio nel momento in cui si ritroverà la busta con i soggetti scritti da noi dovrà essere illuminato da santissima beatitudine e decidere di darci una possibilità).

Quindi in realtà il nostro destino è in mano a tantissime persone, ignare portatrici di un pacchetto, di una busta che porta dentro di sè non soltanto dei soggetti scritti, ma speranze, lacrime ( opere e omissioni... no, quella è un'altra cosa...)  e un pezzo di vita.

...

Ha ricominciato a piovere, sarà per questo che mi vengono certe cose in mente...
anche se la più grandiosa di tutte è la mia innovativissima(!) scoperta su come creare energia alternativa e dimagrire (no, no... non si tratta dello smercio di concime umano...)

Torno a lavorare, sperando di riuscire ad uscire(!!) dalla rete in cui sono cascata con tutte le scarpe, una rete fatta di sottotrame, personaggi secondari, motivazioni e domande, che mi stanno facendo cambiare la trama principale così tante volte che comincio seriamente a credere che una trama principale non ci sia.

Questi sono i momenti in cui vorrei gridare, per ore(!) ed ore(!!) ma non posso, se no mi arrestano...

lo faccio qua.

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

Malene alle 14:42 in: work in progress, il favoloso mondo di pì, pù
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[giovedì, 28 agosto 2008]

Esci da questo corpo!

Okay, non sono vittima di una possessione ( o sì?)
Semplicemente riguardando un pò qua e un pò là (un pò più di là che di qua)
Mi sono resa conto che, okay, il tenore dei miei post è sempre sul deprimente andante.

Eccheccazzo! Tra l'altro, trovandomi in "quei giorni del mese", quelli in cui, da pubblicità, dovrei mettermi a fare la ruota per un provino da Vj, o ballare tutta contenta perchè adesso posso "mettere un velo" e quindi posso anche sedermi su una roccia appuntita tanto... ho il velo! Dovrei essere di umore pessimo, ma io sono sempre di pessimo umore ah ah ah ah!

Okay, qualcuno forse non sa che oltre alla depressione a noi donne prende anche l'isteria, che poi tutto si riconduce ad una questione di ormoni, quindi non è mica colpa mia, sono gli ormoni!

Intanto cambiamo la canzoncina che ha un pò rotto, per quanto io ami la PFM...

Vediamo, vediamo... cosa potrei dire? Ho trascorso quasi tutta l'estate a scrivere (oh che grande novità!) mi sono cimentata in una riduzione teatrale di un'opera pasoliniana ( e il mondo cadde in un sonno profondo...). Dalla quale sono uscita più o meno indenne, ma con qualcosa in più. Meno male che eravamo in due a lavorare sul progetto, perchè da sola non credo che sarei riuscita mai a realizzare questa... cosa.

Tra l'altro, data la mia fortuna ormai diventata famosa in ogni dove, non vedrò mai lo spettacolo, che porteranno in scena a Roma, credo che vedrò però il video, ma ovviamente non è la stessa cosa.

Anche questo mese sono in edicola, God save Coniglio Editore! E' uscito il secondo episodio stavolta di "Confessione di un peccato". Ma noi, perchè siamo troppo avanti stiamo già ultimando il  terzo (senza contare che i prossimi sei soggetti dei rispettivi episodi sono già pronti). L'ho detto più volte, questo è  un genere che non mi appartiene, ma che tutto sommato mi ha dato qualcosa. Si impara sempre, anche dalle cose meno aspettate.

Il lavoro per Lucca Comics è tutto finito, ho visto le anteprime degli albi. Mi piace capire tutto quello che c'è dietro la realizzazione di un albo, non c'è solo il lavoro di noi sceneggiatori o dei disegnatori, c'è molta, tantissima organizzazione ed il fatto che l'editore ci coinvolga in questo è una cosa positiva secondo me.

Sono abbastanza soddisfatta di come abbiamo realizzato il numero 1 di Gothic ( che però uscirà in primavera) in quello sì che abbiamo potuto mettere molto del nostro, abbiamo avuto il tempo di "ragionare" sui personaggi e sulla storia e credo che sia venuto fuori qualcosa di abbastanza carino.

Anche il numero 0 di Gabbia Dorata (che uscirà sempre in primavera, a Lucca avremo un episodio breve su Cronaca Comics) sta andando abbastanza bene.

Si dice che chi si loda s'imbroda, ma io non mi sto lodando, sono sempre molto critica. Il punto qui è un altro, che nonostante abbia serie di un genere che non è il mio preferito, non quello  esattamente nelle mie corde insomma, ho voluto, anzi abbiamo voluto, metterci comunque tutto quello che potevamo. Insomma la professionalità prima di tutto. Non posso parlare di talento, sarebbe stupido. Io non posso giudicarmi in questo senso. Spero solo che le vendite ci diano ragione e che si possa andare avanti.

E adesso, notiziona delle notizione! Finalmente abbiamo trovato un accordo per la nostra Montreal! se tutto va bene ( e qui tutto il mondo si unì in riti scaramantici vari ed eventuali) il primo episodio uscirà su Cronaca Comics sempre in primavera, abbiamo una bella squadra di disegnatori, tra cui una new entry! 

Non è un sogno che si realizza, è la possibilità che cercavo. Non ho mai chiesto che la fortuna mi cadesse dal cielo, ho sempre chiesto una possibilità e questa mi pare proprio un'ottima possibilità ed è ora che viene il difficile, ma non mi spaventa.

Naturalmente  non ci si ferma qua, nuovi progetti in cantiere, revisioni di progetti scritti un pò di tempo fa ed ovviamente, perchè il primo amore non si scorda mai, sto scrivendo nuovi soggetti per Dylan Dog da inviare alla Bonelli. Ce n'è uno in particolare che mi ha bloccata, l'idea c'è ed è anche carina (se funziona o meno non sono io che posso dirlo) ma c'è qualcosa che mi blocca, boh... vedremo. Intanto non mollo, è questo che conta.

E si avvicinano i 30, eh sì, e siccome sto invecchiando ho deciso che... sarà un giorno come tutti gli altri. Farò festa dal giorno dopo in poi... (questa la posso capire solo io...)

 

Malene alle 11:19 in: work in progress, il favoloso mondo di pì, pù
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[giovedì, 24 luglio 2008]

PGT(!)

La settimana scorsa s’è svolto a Palermo il “Premio Giuseppe Taormina” un premio che l’editore Salvatore Taormina ha dedicato a suo padre e che va a premiare nuovi talenti nel campo del fumetto. Stavolta l’iniziativa era chiusa solo agli studenti della scuola del fumetto di Palermo. I prossimi concorsi saranno a livello nazionale e saranno accessibili a chiunque.

L’editore mi chiama qualche giorno prima e mi dice che farò parte della giuria che deciderà i vincitori… io? Cioè… io ho cominciato davvero da poco eh, e ho sentito addosso un peso non indifferente, insomma una bella responsabilità… ad ogni modo sono andata, anche perché mi aveva anche invitato a cena per discutere di lavoro, insomma non potevo non andare!

Ho conosciuto il letterista della casa editrice e la sua compagnia, due persone davvero a modo, carine e simpatiche. Ho rivisto alcuni degli insegnanti della scuola che non vedevo da una vita.

Ed è cominciata la selezione… quello che mi ha resa fiera di me è che mi sono accorta di quanto ho imparato in questo ultimo anno, di come noto errori ed altro, mentre prima non sapevo proprio dove mettere le mani. Tra l’altro eravamo tutti d’accordo sui primi classificati, insomma sapere che comunque il loro giudizio coincideva con il mio mi ha fatto capire che beh, qualche cosa la so anche io nel mio piccolo!

Dopo un paio d’ore siamo andati tutti a cena. Io e mia sorella e l’editore, sua moglie e sua figlia, mi ha fatto molto piacere rivederle, sono davvero di una gentilezza a volte spiazzante, come quelle persone che le vedi e capisci subito che hanno un animo buono. Alla cena c’erano anche un insegnante della scuola, il letterista e la sua compagnia.

Inizialmente io e l’editore abbiamo parlato di lavoro e per ora metto un punto qui. Nel senso che i tempi di realizzazione mi sembrano davvero lunghi, quindi dovremo lavorare davvero tanto per fargli capire che noi siamo già pronti, insomma c’è molto ancora da fare, più che da dire… il resto della serata però è trascorso in maniera tranquilla, serena, con battute, risate. Insomma una bella serata davvero.

Il giorno dopo c’è stata la premiazione, ho parlato con i premiati, non tutti, i primi tre soltanto, sotto indicazione dell’editore ho preso contatti con loro per fargli fare delle prove su un progetto, mia sorella che faceva le foto… mia sorella tra un pò diventerà il fotografo ufficiale della casa editrice di questo passo!  

Poi al solito sono arrivati il cosiddetto “gruppo veleno” con le loro battutacce, alcune dette alle spalle, perché sono pure vigliacchetti, alcune dette in faccia o a mezza bocca, insomma è cominciato il teatrino delle falsità… la cosa che più mi stupisce è che c’è chi è convinto che io non sappia quello che mi dice alle spalle. Nella mia vita c’è sempre stata una costante, vuoi o non vuoi, prima o poi, mi sono sempre arrivate voci su quello che gli altri mi dicevano alle spalle. Io ormai ogni volta che li vedo questi qua, so esattamente cosa aspettarmi e nonostante ci sia  qualcuno di loro con cui continuo a parlare, o a dirgli cose utili, non mi illudo certo che se questo qualcuno fosse al mio posto farebbe la stessa cosa. Ma io sono io, grazie  a Dio e spero di non diventare mai come loro.  Questa smania di rosicare per cose che non stanno né in cielo né in terra, questo modo di guardarti male, come se gli stessi rubando qualcosa quando io mi faccio i cavoli miei - me ne sto il più lontano possibile da loro -  è davvero meschino. Poi c’è la ciliegina sulla torta, non che non me l’aspettassi, lo sapevo, ma da una vita proprio, perché come si dice “il primo a riportare, è il primo a sparlare”. Insomma niente di nuovo, avrei decisamente evitato se avessi potuto l’incontro e il successivo scambio di battute, ma dovevo stare lì, avevo promesso che sarei stata presente… alla fine me ne frego e continuo a farmi le mie cose, spero solo che tutti loro trovino la loro strada e siano così impegnati nel proprio lavoro da non avere il tempo di guardare quello che fanno gli altri. Ma passiamo ad altro, di sicuro è stato davvero bello rivedere il mio insegnante di sceneggiatura, non lo vedevo da una vita e sono contenta che non abbia smesso, nonostante adesso sia preso da altro, a fare questo  mestiere e gli auguro ogni bene. L’ho sempre trovato diverso dagli altri, non gli ho mai sentito dire una parola negativa su nessuno, nonostante ci fosse chi lo faceva con lui. Lui è un signore, a differenza di molti altri. Sono anche contenta per chi ha vinto, già con qualcuno di loro sono cominciate le mail di collaborazione. Speriamo bene!

Ma adesso passiamo a me! Aspetto che mi arrivi un libro che devo studiare per un lavoro che devo realizzare entro fine agosto, quasi tutto il lavoro per le due serie che stiamo facendo per Taormina sono finite, a Lucca usciranno i primi episodi, noi stiamo già ultimando i numeri 1 e 0 che usciranno a febbraio, dopo di che più avanti faremo anche gli altri. Non nego di averli già in testa, ma procedo con calma, insomma il lavoro c’è. Ieri ho ripreso in mano dei miei vecchi progetti, c’è molto da limare, da sistemare, ma credo che dopo un lavoro di restyling li riproporrò alle persone con cui  collaboro. Ad agosto dovrebbe uscire anche il secondo episodio per la Coniglio editore e poi… beh il mio sogno rimane sempre uno… in realtà ne ho davvero tanti, ma uno più di tutti ed è anche il più difficile, magari adesso mi metto a lavorare proprio su quello…

[lunedì, 19 maggio 2008]

Fiera Del Libro e...

Con notevolissimo ritardo che quasi mi faccio schifo, vorrei giusto per la cronaca, scrivere qualcosa circa la mia esperienza alla fiera del libro di Torino. Effettivamente non so da dove cominciare... ho incontrato un sacco di gente, ma proprio tanta, non metto le foto che dire che sono venuta un cesso è essere ottimisti... ma ero stanca, non stavo bene e l'ultima cosa a cui pensavo era il mio aspetto fisico, ero andata lì per lavorare, mica per fare una sfilata... ad ogni modo sono ritornata a casa con autografi vari ed eventuali, con nuovi contatti e tutto un carico di nuove... cose... allo stand mi sono trovata più o meno bene, non voglio ripensare alle solite battute al vetriolo dei tre idioti presenti, perchè ero preparata alle loro malignità gratuite e puntualmente sono arrivate. Ancora ora mi chiedo, a che pro? Ti guardano con sospetto come se il fatto che tu stai cominciando a lavorare equivalga al fatto che stai togliendo lavoro a loro, ma non è così... per carità... non vorrei mai fare le cose che fanno loro... io sono orgogliosa del fatto che nessuno ha dovuto mettere una buona parola, raccomandarmi o altro per questo lavoro... okay non è il genere che vorrei, okay c'è altro che mi preme fare, ma sto cominciando ed è quello che conta, senza dimenticare che la disegnatrice che lavora con noi è una grandissima professionista, oltre che una persona davvero a modo. Erano mesi che lavoravamo insieme, non l'avevo mai vista, per ovvie ragioni di distanza fisica, ma appena ci siamo trovate a Torino abbiamo creato una buona complicità. E' importante lavorare con qualcuno che stimi e che ti stima, ho avuto fortuna e spero di non deludere chi ci sta dando questa possibilità. E poi c'è sempre stato , anche se non c'è mai, ma c'è... è difficile da spiegare, ma se lui non ci fosse, bisognerebbe inventarlo, ma questo non glielo dico, se no poi si monta la testa. Vorrei dargli una buona notizia, di quelle che aspettiamo da mesi, ma purtroppo non ce l'ho, ma almeno abbiamo cominciato, questo conterà qualcosa no? E poi c'erano i due ragazzi della Pavesio, gli autori di Kill the Granny, spero vada davvero bene il loro lavoro e spero che il progetto che dovremmo fare insieme sia altrettanto bello e interessante. A loro la storia piace e questo è già un primo passo. per il resto sto continuando a scrivere soggetti e sceneggiature,  a Lucca Comics uscirà per Cronaca Comics ( casa editrice Cronache di Topolinia) il primo mini episodio della serie che ci è stata affidata. Qualche gionro fa è uscita la rivista della Coniglio Editore per la quale abbiamo lavorato, si tratta di uno speciale di sole donne allegato alla rivista X Comics 90, e non me ne vergogno affatto, perchè è lavoro, perchè la Coniglio è una grande casa editrice e perchè è una buona opportunità e poi perchè mi piaceva l'idea di partecipare ad un progetto di sole donne.

La nostra storia si intitola "Confessione di un peccato", adesso siamo impegnate a scrivere il seguito, speriamo bene. 

Ah dimenticavo, mi è arrivato a casa il premio del concorso che ho vinto, l'edizione 2008 di resistenza, organizzato dall'anonima scrittori. Anche qui, non mi aspettavo certo di vincere, io che non ho mai vinto nulla, ma è stato bello... certo avere una targa con su scritto "Io, single" suscita diverse domande, ma è il titolo del mio racconto. Sono contenta che sia piaciuto, senza contare che  vedere qualcosa di tuo stampato in un libro fa davvero un bell'effetto... non ha prezzo!