Ieri, più o meno a mezzanotte, arriva un messaggio di Pu:
E' morto Michael Jackson
Scatta la telefonata...
"Che cazzo dici?"
"Lo stanno dicendo alla BBC, lo hanno portato all'ospedale che già era morto, attacco cardiaco."
"Vabbeh, dicono sempre attacco cardiaco, è la scusa ufficiale di default, chissà com'è morto"
"Eh, qui dicono così..."
"E ora che succede? Come minimo tutto il mondo si ferma, è un pò come se fosse morto il Papa"
"E' come se fosse morta Madonna."
Probabilmente lo sconforto e le considerazioni di questa conversazione potrebbero apparire un pò esagerate per qualcuno, ma quel qualcuno di sicuro non ha vissuto gli anni 80/ primi anni 90 con gli occhi di un bambino già troppo cresciuto per avere a che fare con le bambole, ma con addosso ancora una gran voglia di sognare.
Ed è esattamente quello che ci ha regalato Jackson.
C'è stato un tempo in cui non c'era internet, non c'erano miliardi di network tutti dedicati alla musica. La musica la dovevi comprare nei negozi sottoforma di dischi o musicassette e se non avevi i soldi ti attaccavi, e allora aspettavi che ti passassero un video nell'unica emittente disponibile, che pareva un canale sgangherato locale, anzi ancora peggio, perchè si trattava di una specie di box dove passavano tutta una serie di video a ripetizione; non c'era altro, solo video, ma a te piaceva lo stesso, perchè così potevi comunque permetterti di vedere, ascoltare e sognare...
A quei tempi non c'erano mille giornali spazzatura di gossip che ti dicono persino quante volte va al bagno il tuo idolo, che si accaniscono nel volere a tutti i costi dimostrare che si tratta sempre e comunque di persone e che anzi, quasi come fosse una continua ricerca di rivalsa, devono spiattellarti quanto sono peggiori di te. Ma che ci frega? Non è mai stato questo il punto...
A quei tempi "le stars" erano creature distanti miliardi anni luce da te, non erano nemmeno esseri umani, erano Dei e tu non potevi fare altro che guardarli con ammirazione
Mi ricordo che i videoclip non erano un granchè, alcuni non li capivo nemmeno, non c'era una grande storia dietro e poi... arriva Thriller e da lì il mondo è cambiato.
E nel mondo c'era una bambina che cercava di rivedere quel video, di imparare il balletto, di guardare la storia anche se quegli occhi gialli le facevano paura, e che seguiva gli speciali in tv dove facevano vedere come avevano realizzato il film e tutto le sembrava così magico e nuovo ed eccitante... e poi...
Qualche anno dopo arrivò Bad...
Ricordo il video, se non sbaglio girato da Martin Scorzese, con un giovane e quasi irriconoscibile Wesley Snipes nel ruolo dell'improbabile antagonista di Michael Jackson... ma quello che colpiva in quel video, era lui... Michael, o meglio il colore della sua pelle.
Dubbi, congetture varie, ma a noi non importava, a noi piaceva un sacco e c'è chi come me si è procurato una cicatrice sul ginocchio per imitare il balletto... ( ma questa è un'altra TRISTISSIMA storia)
E poi arrivò Smooth Criminal. Altro video, altro film, altro capolavoro, altro balletto, altra canzone indimenticabile, ma qui Michael era ancora più diverso...
Non era un supereroe. Non era umano, tutto qua. E non lo si poteva dunque giudicare come tale.
Sì, lo so, ci sono tanti altri video, album, singoli e quant'altro, ma io ne ho solo alcune nel cuore e quelle mi tengo strette.
Ricordo che per Black or White, ero già abbastanza grandicella da non dire più a voce alta che certa musica mi piaceva, perchè erano gli anni in cui ti dovevi schierare, in cui (bei tempi, sigh!) decidevi, attraverso la musica che ascoltavi, che tipo di persona eri, a che gruppo appartenevi e Michael Jackson così come tutti gli altri Dei degli anni 80 non era abbastanza estremo... quindi lo ascoltavi, di nascosto... con distacco.
Distacco che divenne definitivo qualche tempo dopo, nonostante confesso il ritorno di fiamma per Scream, ma c'è un motivo per questo.
In quel video lui tornava ad essere un Dio, una creatura celeste, aliena, non un uomo.
Nessuna fragilità, nessun errore.
Lui è stato questo e tanto altro. Io non rientro tra i suoi fan sfegatati, non ero iscritta a nessun fansclub, ma non è questo il punto. La sua musica ha fatto parte della mia vita e io gli devo riconoscenza.
Quando è morto Freddy Mercury a casa mia abbiamo pianto una settimana.
Quando è morto Kurt Cobain ho provato tanta rabbia e tristezza.
Oggi non so cosa farò.
So che non voglio ricordarlo come il tizio dai tanti soldi e dalle mille stravaganze, non l'uomo che ha subito processi e accuse ed è diventato lo zimbello di programmi di critica scadenti e video divertenti.
Io voglio ricordare il giovane uomo che indossava delle divise bellissime e dei guanti luccicanti, che cantava We are the world e quando lo faceva era il migliori di tutti.
L'uomo che ha creato Neverland, realizzando un sogno o forse un incubo, chissà.
E tornando alla telefonata di ieri notte.
"Secondo te, dopo tre giorni risorge?".
Addio Michael, e grazie di tutto.
E il mondo oggi è un pò più noioso di ieri.