[lunedì, 31 agosto 2009]

Che fine hanno fatto gli adolescenti degli anni 90?

Già.
Che fine abbiamo fatto?
Ieri si discuteva con Pu, di un nuovo progetto, stavamo per grandi linee definendo alcuni dei personaggi della storia e ad un certo punto mi fa " tu tendi a descrivere questo personaggio in maniera troppo [...]. Ma questo fa tanto adolescente anni 90, quelli di oggi sono molto diversi, sono molto più cinici, disillusi, ecc..."

Questa affermazione è stata illuminante, non per il significato in sè, quanto per la successiva riflessione. 

La verità è che gli adolescenti degli anni 90 sono passati in qualche modo inosservati, sono stati dimenticati.

Ci sono libri, film, canzoni e altre forme di arte che celebrano i ragazzi deli anni 60, 70, 80 e del 2000, ci sono persino film che li mettono a confronto.

Ma per quanto riguarda gli anni 90 (e vengono liquidati  a volte come gli anni  grunge, gli anni dei Nirvana, delle camicie  di flanella larghe, dei pantaloni larghi a vita bassa, ecc...) non c'è quasi nulla. Perchè? Cos'avevamo noi in meno?

Noi abbiamo riportato a galla jeans a zampa di elefante!

Forse è questo il punto, gli anni 90 a volte vengono considerati come gli anni in cui non è stato inventato nulla di nuovo, ma si è passati alla fase riciclo.

Ma tutto questo aveva... ha a che fare ben poco con noi.

Forse veniamo dimenticati perchè noi siamo stati la prima  generazione di adolescenti che ha davvero e  concretamente capito che non c'era più speranza e ne ha fatto un alibi per la vita.

Eppure io ricordo che noi avevamo ancora il coraggio di voler essere qualcuno, cercavamo disperatamente di  distinguerci dal mucchio. Volevamo essere liberi, volevamo dire qualcosa, volevamo...

Già... cosa volevamo?

E l'abbiamo ottenuto?

Che importanza ha? Tanto di noi non si ricorda nessuno...

[martedì, 18 agosto 2009]

Montreal

E' difficile.
E' davvero difficile spiegare quello che sto passando in questo momento e non lo sto scrivendo qui per manie di protagonismo o perchè spero che chiunque venga a leggere, in fondo questo spazio è mio e io non chiedo a nessuno di venirci.

Ho bisogno di sfogarmi e questo è quanto.

Scrivere è la mia vita. Quando sono davanti al pc e sto scrivendo un soggetto nuovo o una sceneggiatura o gli appunti per un nuovo racconto, io mi sento viva, viva davvero.

Quando, qualsiasi cosa sto facendo, mi viene in mente un'idea e allora corro a cercare un foglio sul quale appuntare tutto, provo qualcosa di molto simile a quella che tutti definiscono felicità.

Ma esistono storie e storie.

Esistono storie più travagliate, che sento più vicine a me, che amo e per le quali spendo tutta me stessa, perchè ci credo totalmente.

Riguardo le altre, certo, mi impegno e credo questo si veda, nonostante siano magari commissionate, nate da idee dei disegnatori magari o che appartengono a generi a me lontani, si tratta in quel caso di storie con le quali mi metto alla prova, che comunque sono importanti, mi aiutano a migliorare, mi fanno capire che ho ancora molta strada da fare e sono certa di dare la giusta attenzione.

Ma Montreal è un'altra cosa, sia perchè è stato un parto arrivare a questa prima pubblicazione (non voglio ripensare a chi ci ha messo i bastoni tra le ruote, a chi ha tentato in tutti i modi di ostacolarci... anzi ora che ci penso li ringrazio, perchè così facendo mi hanno fatto capire ancora una volta quanto tenevo a questo progetto) sia perchè abbiamo trascorso ore, giorni, settimane, mesi attorno ai personaggi, per renderli il più verosimili possibile, attorno alla trama per non renderla scontata e prevedibile, abbiamo consultato esperti, abbiamo riscritto non so quante volte interi capitoli ed adesso finalmente vedo tra le mie mani le prime otto tavole pubblicate, il primo assaggio di un episodio che precede la serie vera e propria.

Finalmente esiste non più solo come un'idea o un progetto interessante, adesso è tangibile, posso toccare le pagine del fumetto, e non solo vedere l'anteprima delle tavole sul pc, posso sentire la consistenza della carta! Posso...

E' come una magia, come un desiderio che si realizza...

E' un primo passo, importantissimo.

Ancora la strada è lunga, ma intanto il primo gradino l'abbiamo superato, l'importante è non guardare sotto e non inciampare.

 

Malene alle 11:10 in: work in progress, il favoloso mondo di pì, pù
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[venerdì, 26 giugno 2009]

Il Re è morto.

Ieri, più o meno a mezzanotte, arriva un messaggio di Pu:

E' morto Michael Jackson

Scatta la telefonata...

"Che cazzo dici?"

"Lo stanno dicendo alla BBC, lo hanno portato all'ospedale che già era morto, attacco cardiaco."

"Vabbeh, dicono sempre attacco cardiaco, è la scusa ufficiale di default, chissà com'è morto"

"Eh, qui dicono così..."

"E ora che succede? Come minimo tutto il mondo si ferma, è un pò come se fosse morto il Papa"

"E' come se fosse morta Madonna."

Probabilmente lo sconforto  e le considerazioni di questa conversazione potrebbero apparire un pò esagerate per qualcuno, ma quel qualcuno di sicuro non ha vissuto gli anni 80/ primi anni 90 con gli occhi di un bambino già troppo cresciuto per avere a che fare con le bambole, ma con addosso ancora una gran voglia di sognare.
Ed è esattamente quello che ci ha regalato Jackson.

C'è stato un tempo in cui non c'era internet, non c'erano miliardi di network tutti dedicati alla musica. La musica la dovevi comprare nei negozi sottoforma di dischi o musicassette e se non avevi i soldi ti attaccavi, e allora aspettavi che ti passassero un video nell'unica emittente disponibile, che pareva un canale sgangherato locale,  anzi ancora peggio, perchè si trattava di una specie di box dove passavano tutta una serie di video a ripetizione; non c'era altro, solo video, ma a te piaceva lo stesso, perchè così potevi comunque permetterti di vedere, ascoltare e sognare...

A quei tempi non c'erano mille giornali spazzatura di gossip che ti dicono persino quante volte va al bagno il tuo idolo, che si accaniscono nel volere a tutti i costi dimostrare che si tratta sempre e comunque di persone e che anzi, quasi come fosse una continua ricerca di rivalsa, devono spiattellarti quanto sono peggiori di te. Ma che ci frega? Non è mai stato questo il punto...

A quei tempi "le stars" erano creature distanti miliardi anni luce da te, non erano nemmeno esseri umani, erano Dei e tu non potevi fare altro che guardarli con ammirazione

Mi ricordo che i videoclip non erano un granchè, alcuni non li capivo nemmeno, non c'era una grande storia dietro e poi... arriva Thriller e da lì  il mondo è cambiato.

E nel mondo c'era una bambina che cercava di rivedere quel video, di imparare il balletto, di  guardare la storia anche se quegli occhi gialli le facevano paura, e che seguiva gli speciali in tv dove facevano vedere come avevano realizzato il film e tutto le sembrava così  magico e nuovo ed eccitante... e poi...

Qualche anno dopo arrivò Bad...

Ricordo il video,  se non sbaglio girato da Martin Scorzese, con un giovane e quasi irriconoscibile Wesley Snipes nel ruolo dell'improbabile antagonista di Michael Jackson... ma quello che colpiva in quel video, era lui... Michael, o meglio il colore della sua pelle.

Dubbi, congetture varie, ma a noi non importava, a noi piaceva un sacco e c'è chi come me si è procurato una cicatrice sul ginocchio per imitare il balletto... ( ma questa è un'altra TRISTISSIMA storia) 

E poi arrivò Smooth Criminal. Altro video, altro film, altro capolavoro, altro balletto, altra canzone indimenticabile, ma qui Michael era ancora più diverso...

Non era un supereroe. Non era umano, tutto qua. E non lo si poteva dunque giudicare come tale.

Sì, lo so, ci sono tanti altri video, album, singoli e quant'altro, ma io ne ho solo alcune nel cuore e quelle mi tengo strette.

Ricordo che per Black or White, ero già abbastanza grandicella da non dire più a voce alta che certa musica mi piaceva, perchè erano gli anni in cui ti dovevi schierare, in cui (bei tempi, sigh!) decidevi, attraverso la musica che ascoltavi, che tipo di persona eri, a che gruppo appartenevi e Michael Jackson così come tutti gli altri Dei degli anni 80 non era abbastanza estremo... quindi lo ascoltavi, di nascosto... con distacco.

Distacco che divenne definitivo qualche tempo dopo, nonostante  confesso il ritorno di fiamma per Scream, ma c'è un motivo per questo.

In quel video lui tornava ad essere un Dio, una creatura celeste, aliena, non un uomo.

Nessuna fragilità, nessun errore.

Lui è stato questo e tanto altro. Io non rientro tra i suoi fan sfegatati, non ero iscritta a nessun fansclub, ma non è questo il punto. La sua musica ha fatto parte della mia vita e io  gli devo riconoscenza.

Quando è morto Freddy Mercury a casa mia abbiamo pianto una settimana.

Quando è morto Kurt Cobain ho provato tanta rabbia e tristezza.

Oggi non so cosa farò.

So che non voglio ricordarlo come il tizio dai tanti soldi e dalle mille stravaganze, non l'uomo che ha subito processi e accuse ed è diventato lo zimbello di programmi di critica scadenti e video divertenti.

Io voglio ricordare il giovane uomo che indossava delle divise bellissime e dei guanti luccicanti, che cantava  We are the world e quando lo faceva era il migliori di tutti.

L'uomo che ha creato Neverland, realizzando un sogno o forse un incubo, chissà.

E tornando alla telefonata di ieri notte.

"Secondo te, dopo tre giorni risorge?".

Addio Michael, e grazie di tutto.

E il mondo oggi è un pò più noioso di ieri.

Malene alle 11:07 in: intorno a me, il favoloso mondo di pì, pù
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[lunedì, 15 giugno 2009]

Mah...

                                   

                          Mah

[martedì, 02 giugno 2009]

A volte dormo poco

Mi capita soprattutto nei mesi più caldi.
Il mio cervello lavora di più... e male.
D'inverno invece lavora meno... e male.

Se non dormo penso... in realtà penso sempre.

Ho capito tante cose.

Ho smesso di credere di essere migliore degli altri.

Chissà se è vero.

 

Malene alle 08:48 in: intorno a me, il favoloso mondo di pì
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[lunedì, 20 aprile 2009]

Desiderio di inizio settimana

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Voglio lavorare con gente seria e onesta

Chiedo davvero tanto?
Io credo... anzi sono sicura... di meritarmelo.

 

Malene alle 15:46 in: il favoloso mondo di pì, pù
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[domenica, 18 gennaio 2009]

Romanzo in sei parole

Spiegare come si è arrivati a questo "gioco" è troppo lungo e probabilmente noioso.
Ciò che conta è il risultato.

 

Ti amo anche se sei morto

 

Non ho mai detto che il risultato era eccellente.

[mercoledì, 14 gennaio 2009]

Doveva succedere anche a me prima o poi!

Il primo capello bianco...

... e ne sono arrivati anche altri.

Forse erano già lì ed io non me ne ero mai accorta...

...non posso più fare finta di nulla.

Ho anche fatto la Cresima (il fatto che io metta come prima notizia il primo capello bianco e non la Cresima dovrebbe indurmi a pensare, ma non cederò alla tentazione).

Sono forse una persona migliore?

No.

 

Sono più vecchia?

 

Mah, domani lo sarò di più.

 

Sto leggendo  "L'acchiappasogni" di Stephen King. So che mi mancherà molto quando l'avrò finito. Non mi aspettavo riuscisse a catturarmi così tanto, in realtà non possiamo mai sapere se un libro ci catturerà o meno. Semplicemente accade o non accade.

Già.

Ho nella mente l'immagine di qualcuno seduto sul cesso a cui viene giù una lacrima non per un qualsivoglia blocco fisiologico, ma perchè uno dei personaggi del libro che sta leggendo sta morendo.

Chissà se un giorno accadrà anche a me.

Cosa?

Di piangere seduta sul cesso?

O che qualcuno pianga leggendo un tuo libro?

Credo che entrambe sarebbero delle esperienze interessanti.

Da provare.

Hai finito la frase per me.

Non lo faccio sempre?

Già.

Malene alle 15:27 in: il favoloso mondo di pì
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[giovedì, 18 dicembre 2008]

Ho Smesso

Ho smesso di fumare...
il che dovrebbe fare di me una persona più coscienziosa, più sana...
Niente di più lontano dalla realtà... o verità che dir si voglia.
Qualche giorno fa qualcuno ( un Pù a caso) mi faceva notare la sua totale avversione verso i blog, perchè a suo dire basati su un principio sbagliato...
Ebbene secondo lui chiunque abbia un blog e posti la propria opinione è un megalomane convinto che i propri pensieri valgano qualcosa, o perlomeno abbastanza da suscitare un minimo di interesse, anche per sbaglio e per qualche momento da parte di sconosciuti.
E' forse tutto così semplice  da potersi direttamente ricondurre al desiderio spasmodico e sempre più pressante della ricerca dei cinque minuti di celebrità?

Ops... ho appena espresso un concetto, non devo cadere nel tranello di esprimere un'opinione o anch'io finirò nel circolo vizioso... e dato che sono uscita da uno da poco più di un mese, sono fin troppo vulnerabile...

Dicevo... ho smesso di fumare... per anni ho provato... qualche volta ci sono riuscita per qualche mese ma poi ho ripreso... aggiungo che aver ridotto all'osso le mie uscite alcoliche( diciamolo pure, ormai sono così lontane nella mia memoria da aver assunto la connotazione di leggende metropolitane...) ha fatto la sua parte... ma in realtà è stata una scelta brusca repentina... è come se avessi imposto a me stessa "Okay da adesso basta"... l'ho detto a voce alta e non ho più toccato una sigaretta... ma... MA... nessuno deve toccare il pacchetto di sigarette che c'è nella mensola della mia stanza, nè azzardarsi a togliere il posacenere (rigorosamente macchiato di cenere antica come le macchie di acne sul volto di un cinquantenne), nè tantomeno i diversi accendini... perchè io devo avere continuamente dinnanzi a me la scelta, devo scegliere ( o subire la scelta?), un modo come un altro per illudermi di avere il controllo su questa cosa... almeno su questa...

Credo infine che la mia smania di controllo e di contro la mancanza dello stesso... mi abbiano portato a sviluppare die meccanismi mentali che non mi fanno bene... di cui non riesco a parlare ( fatta eccezione per dei tentativi piuttosto goffi e poco credibili...ed infatti  nessuno mi ascolta quando ci provo o forse sono io che non voglio che ascoltino), perchè diciamola tutta... mi vergogno...  e la vergogna spesso è legata alla consapevolezza... che a sua volta spesso, non sempre ma spesso coincide con la rassegnazione...

Riguardo il lavoro sto sperimentando attualmente una situazione che tempo fa mi era stata prospettata... vorrei agigungere tutta una serie di imprecazioni... ma facciamo come se avessi fatto, in fondo è il pensiero che conta e questo mi riporta al Natale, anzi ai regali del medesimo... siamo a quota zero e due... e questa la capisco solo io...

Comincio a pensare che ogni vita sia in qualche modo caratterizzata o meglio possa essere descritta attraverso un modo di dire, una situazione, un'azione... ciascuno ha la sua... e purtroppo temo che nel mio caso si tratti di un concetto piuttosto ostico che vede la realizzazione di un desiderio abbastanza vicina da poterlo vedere, sentirne il profumo, sfiorarlo, ma appena cerchi di afferrarlo, se ne va...

ma in fondo illudersi di avere è molto più semplice che avere... l'llusione non comporta responsabilità... la realtà sì.

Invecchiando si diventa vigliacchi? E la paura? Dove la mettiamo?

Malene alle 14:22 in: il favoloso mondo di pì, pù
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[lunedì, 20 ottobre 2008]

Lucca si avvicina e...

E sono nervosa, non per la manifestazione in sè, nè per il lavoro realizzato, nè per le revisioni che devo fare in vista della partenza, nè per i nuovi progetti che presenterò, nè per quelli che devo ancora terminare e che presenterò più avanti .
Il lavoro è l'unica nota positiva.

La verità è che sono arrabbiata, veramente arrabbiata.

Ho proprio la nausea

E Pù aveva ragione, lui ha sempre ragione in queste cose purtroppo.

La cosa che mi fa più incazzare tra tutte è che io me ne sto per i fatti miei, e più me ne sto per i fatti miei e  più vengono a rompermi  a casa?  ( traduzione di un modo di dire siciliano)

Non sopporto i bugiardi che si travestono da anime pie e buone.

Io sono una persona schietta e pretendo altrettanta schiettezza.

Pretesa che sfuma nel 95% dei casi.

Ho sempre saputo che questo è un ambiente un pò brutto, ma così è davvero insopportabile.

Io non mi reputo una buona persona, ho mille difetti, insicurezze, figuriamoci.

Non sono nè sarò mai una santa.

Ma non sono abietta e che Dio mi aiuti, non lo sarò mai.

Io  voglio solo dimostrare a me stessa di saper fare e non sono che all'inizio dell'inizio, la strada è lunga e tutta in salita

Ma non mi spaventa, io non mollo.

E se tutto questo da così fastidio a certi "colleghi" cazzi loro

Io non sto togliendo niente a nessuno. Io so quali sacrifici ho fatto e continuo a fare per inseguire questo sogno e tentare di realizzarlo.

Dove Diavolo erano i cosiddetti "amici" quando non sapevo dove sbattere la testa, quando arrivavano solo no o non arrivavano risposte?

Dove Diavolo erano quando c'era da rimboccarsi le maniche e riprovare, riprovare

Dove Diavolo erano? Tutti girati dall'altra parte...

E ora che arriva qualche "sì" per me, eccoli che si girano verso di me e che tornano tutti "casualmente"...

Ma un piccolo esame di coscienza no?

Mi chiedo dove trovino il cosiddetto coraggio per guardarsi allo specchio

Mi chiedo se sappiano cos'è la dignità

Io non sono nessuno, ma ho la piena certezza che quel poco che ho me lo sono guadagnata onestamente.

Onestà, altra parola che ignorano. Totalmente.

Spero davvero che tutti trovino così tanto da lavorare che non abbiano mai più il tempo per "pensare a me" lo spero di cuore

Ma temo che anche in quel caso, non la smetterebbero comunque

E allora non rimane altra soluzione che augurargli un viaggio di sola andata per il bel Paese dell'Affanculo.

Odio stare incazzata, odio stare di malumore, perchè poi fumo di più.

E quest'anno dovevo pure smettere eh...

vabbeh, volendo sono ancora in tempo...