Propositi per l'anno nuovo
Con notevole ritardo, lo ammetto, mi fermo un attimo a riflettere su ciò che voglio ( e non voglio) fare quest'anno. Dunque la lista è piuttosto lunga, non so quanto sia utile farla davvero, quanto la rispetterò nè tantomeno se seguirò un ordine preciso, calcolato od uno dettato dal momento, dall'istinto.
Affare complicato l'istinto, perchè oggi mi avrebbe portato a commettere uno di quegli errori tecnici che non posso permettermi ma che fanno di me, anche se alla lontana e sempre più di rado, un essere umano.
Non devi essere sincera, devi essere uno squalo. Questo è quello che mi ripete spesso Pù. Solo che se fossi uno squalo non dovrei andare dal dentista, ci penserebbe tutta la quantità di agenti chimici che ci sono nel mare a corrodere tutto quello che... ma che sto dicendo? Sto divagando, mi succede di farlo spesso ( molto...troppo spesso).
Ho la sensazione di dover scoppiare da un momento all'altro, sento questo tic tac nella mia testa e al petto, nulla a che vedere con il cuore, quello batte in maniera regolare e calma, senza scossoni. E' il mio cervello che mi preoccupa, è lui che fa tic tac. La verità è che dovrei essere contenta e ringraziare Dio per qualcosa che è molto più importante del lavoro, dei miei desideri e di me stessa.
C'è un'immagine fissa nella mia testa, che non dimenticherò mai e spero con tutta me stessa che non debba mai più ripetersi nulla di simile nella mia vita.
Ecco, potrei già cominciare da questo: evitare situazioni simili.
Sarebbe cosa buona e giusta, peccato che non dipenda da me e questo mi consuma e intanto il cervello continua con il suo ticchettìo che a volte diventa un crescendo poi diventa qualcosa di appena percettibile ma c'è, c'è.
L'ipocrisia qualche anno fa era un gioco. Un gioco divertente. Con gli anni mi sono accorta che non lo è, è qualcosa di così radicato nella gente, anche in me stessa, non sono mica una santa, che non ha nulla di divertente.
Non voglio più essere così, per questo ho ridotto i rapporti umani al minimo indispensabile. E poi se fosse stato davvero un gioco, prima o poi avrei trovato da qualche parte la parola FINE.
Ed invece no, non finisce mai ma cresce come una sorta di cancro invisibile che avviluppa cose, persone, tutto... tutto.
Dovrei essere contenta, dovrei sorridere di più. Ridere no, quello lo faccio abbastanza, ma non sempre una risata è sintomo di gioia. Non voglio mostrarmi ingrata, non posso, non adesso. Devo solo essere un pò più sicura e... tuffarmi.
Non ho paura, ho solo un pò di tristezza addosso. Non sarei quella che sono se non l'avessi e probabilmente avrei scelto un altro lavoro/ modo di vivere/ di sopravvivere.
Tornando al tema principale nonchè motivo della mia scelta di prendermi una pausa e scrivere un post in questo diario virtuale o quello che è.
Propositi per l'anno nuovo:
-Fumare di meno ( possibile)
-Perdere qualche chilo di troppo ( molto probabile)
-Mandare affanculo un pò di gente ( molto salutare)
-Ricominciare la palestra ( probabile)
-Lavorare molto (non chiedo altro)
-Lavorare molto e bene ( ci sto provando)
-Essere più sicura di me ( un anno non basta per questo, ma si possono gettare le basi)
-Dare una mano alla mia salute altalenante (anche qui, ci sto provando)
-Imparare a convivere con il decaffeinato (molto difficile ma non impossibile)
-Finire di leggere i libri che ho iniziato (lunga lista, ma posso farcela)
-Ringraziare e chiedere scusa solo quando è davvero necessario (utile)
-... (ecco, questo è un pò più difficile, non impossibile ma difficile sì).




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