Prendo nota
Probabilmente non è necessario, probabilmente lo è.
Cosa mi ha portato questo Natale? Cominciamo dai regali.
Tutti graditi (alcuni me li aspettavo, altri no), ma quello che più conta è che quelli che ho fatto io sono piaciuti a tutti.
Una nuova dieta, forzata per via della mia salute ad intermittenza, figlia di una sorta di lento ed inesorabile senso di autodistruzione che mi accompagna da una decina di anni. Niente a che vedere con qualsivoglia forma di depressione, se no sarebbe piuttosto noioso. Piuttosto si tratta di qualcosa di fastidioso con cui devo fare i conti un giorno sì e l'altro pure. Probabilmente mi odio più di quanto possa immaginare.
Cambiamo argomento, ho ricevuto una mail e conseguente telefonata del tutto inaspettate. Una conferma alla fine di un periodo assurdo in cui le mie sicurezze cominciavano un attimo a vacillare, non per mio volere quanto per desiderio degli altri di affossarmi. Se dovessi usare altri termini per spiegare questo tipo di situazione, direi, con una punta di veleno, invidia.
Mi chiedo, in ultima analisi, invidia di cosa. Ma passiamo ad altro. L'altra faccia dello schermo, ossia Pù (che in realtà ha altre mille definizioni, oltre questa che mi è venuta sul momento, ma è davvero difficile definire chi e cosa sia con esattezza) non sta passando un bel periodo. In generale durante le feste le cose non gli vanno mai granchè bene ma quest'anno si sta esagerando. Ci sono diversi interrogativi che lo riguardano alla lontana ed anche da vicino, interrogativi che tengo per me, sempre. Mi fa paura l'idea di essermi abituata alla sua presenza perchè qualora venisse meno questa vicinanza dovrei fare i conti con tutta una serie di riflessioni, problemi ed altro che vorrei sinceramente evitare.
Ho voglia di scrivere, ho mille idee che guizzano come bolle in una pentola piena di brodo prossimo all'ebollizione. Sto imparando ad essere cauta (che dal mio punto di vista significa anche noiosa) e mi rendo conto che non fidarsi di nessuno, mai, è una condizione necessaria per la sopravvivenza. A meno che, certo, non metti in conto tutta una serie di possibili delusioni derivanti da questa debolezza. Perchè fidarsi è debolezza, o forse fidarsi ci rende deboli? Oh mio Dio, lo spirito di Marzullo si è nuovamente impossessato di me! Qualcuno lo scacci via! Via, via!
Voglio approfittare di questi ultimi giorni di festa e di relativa tranquillità per studiare e colmare le lacune che ho su un argomento che mi sta piuttosto a cuore. C'è una storia, una tra le tante che vorrei che vedesse la luce. Incrocio le dita, rimetto in moto i neuroni e per il resto, si vedrà.
